
Agostino d'Ippona. Invito alla lettura
ISBN 9788821540004
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LIBRO
"Il culmine della tradizione patristica greca e latina, rappresentato da Gregorio di Nissa e Agostino, può essere restituito come riflessione divergente sulla metafora, cioè sul potere analogico o carismatico di traslazione del desiderio. Al suo stesso interno la teologia matura di Agostino approda al riconoscimento dello scarto teologico tra due livelli di rivelazione e di senso. Alla platonizzante metafora ontoteologica (lex di translatio dai signa sensibili alla Res trascendente di Dio), ereditata dalla riflessione teologica origeniana nella sua reinterpretazione cappadoce, Agostino sovrappone una metafora differente, 'apocalittica': l{u2019}evento indisponibile dello Spiritus, il Dono indebito di grazia, pensato come Metafora carismatica, Transfert della santa concupiscenza, che elegge la peccaminosa libertà dell{u2019}uomo, muovendola irresistibilmente alla salvezza. Pensatore di Dio come Essere immutabile e confessore dell{u2019}evento della grazia, iniziatore della storia occidentale della memoria abitata da Altro come scaturigine delle ermeneutiche della storicità, Agostino continua ad essere privilegiato oggetto di interpretazione di due importanti e divergenti teorie contemporanee della metafora: l{u2019}ermeneutica dell{u2019}incondizionato e l{u2019}ontologia dell{u2019}inesauribile di Ricoeur e la decostruzione aperta all{u2019}evento del 'Vieni!' di Derrida. Ma mentre la decostruzione del cristianesimo di Derrida privilegia l{u2019}interpretazione del dono e della decisione passiva dell{u2019}antiumanistico Agostino, la prospettiva di Ricoeur converge con quella umanistico-cristiana di Origene e ancor più con quella di Gregorio di Nissa. Il più speculativo dei Padri cappadoci 'inventa' il pensiero dell{u2019}infinità incomprensibile di Dio, dell{u2019}intelligenza come sapere congetturale dell{u2019}inesauribile, del desiderio spirituale come protensione infinita nell{u2019}interpretazione allegorica delle metafore analogiche, attraverso le quali il Logos chiama la libertà della creatura alla responsabilità di una testimonianza fedele, quindi a un{u2019}impossibile, eppure estatica unione mistica. Se Agostino e Gregorio propongono due diverse intelligenze dell{u2019}intimo differire del pensiero teologico, quindi due diverse interpretazioni del transfert del desiderio cristiano e del suo paradossale godimento, essi continuano a differire nella ricerca rigorosamente filosofica, non dogmatica e laicamente decostruttiva di due dei massimi pensatori contemporanei."--
SCHEDA BIBLIOGRAFICA
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