
Albascura (Farfalle) (Italian Edition)
ISBN 9788831770224
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LIBRO
Un giallo storico per il Maigret dell’Elba. Antonio Arrighi, vignaiolo all’isola d’Elba da quattro generazioni, ama andare a curiosare fra le storie antiche dei vitigni. Riesce a scoprire, in circostanze misteriose, come facevano il vino più di duemila anni fa i greci dell’isola di Chio, immergendo l’uva nel mare perché ne assorbisse i sapori, decide di ritentare l’esperimento e di produrre un vino salato unico al mondo. Ma quando affonda le ceste cariche d’uva nel mare di Porto Azzurro, accade qualcosa che non si sarebbe mai aspettato: una delle ceste non vuol saperne di risalire. Si è impigliata in due scheletri, che dormivano, incatenati fra loro, nel fondo del mare. Il commissario Leonello Balestrini avvia le indagini, riaprendo i fascicoli delle persone scomparse dall’isola negli ultimi cinquant’anni. Scoprirà, con sua grande sorpresa, che non sono poche. A trarlo d’impaccio, arriva la perizia sulla datazione degli scheletri: hanno più di duecento anni, risalgono addirittura all’Ottocento. Il commissario, con suo grande sollievo, chiude il caso. Lo riapre invece, con una mossa a sorpresa, un imprenditore del posto, Marcello Bargellini, convinto che sia un peccato non andare a fondo della storia. Per questo affida l’incarico di proseguire le indagini a un celebre anatomopatologo, Duilio Maria Biani Smighi, lo stesso che aveva datato gli scheletri. Questi all’inizio è titubante: «sono solo un lettore di gialli, mica un detective». Convinto ad accettare, il Maigret dell’Elba, come poi verrà battezzato, inizia una sua personalissima inchiesta: un vero e proprio viaggio nel passato, fino al periodo del soggiorno elbano di Napoleone Bonaparte, che lo porterà tra luoghi magici e nascosti dell’isola, personaggi bizzarri, contesse intriganti, feste in maschera e tavole imbandite, forzieri piombati e archivi segreti della Bibliotèque nationale de France a Parigi. Alla fine riuscirà a trovare la chiave per risolvere il giallo, e lo farà con un coupe de théâtre alla maniera di Agatha Christie. Sostenuto da una scrittura originale, ironica e brillante, e da un continuo incrociare realtà e fantasia, con personaggi realmente esistenti che si muovono accanto ad altri che sono invece immaginari, il romanzo diventa così un avvincente giallo storico, come lo ha definito il professor Giuseppe Massimo Battaglini, presidente del Centro Nazionale di Studi Napoleonici, che ne ha curato la postfazione, «in cui se non tutto è vero, molto è verosimile».
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