
Della Pittura...
ISBN 9781016892377
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LIBRO
Il "Momo" o "Momus" e una creazione letteraria di matrice mitologica scritta da Leon Battista Alberti tra il 1443 e il 1450. Questo racconto si può definire come una favola satirica, poiché l'autore sceglie una forma ironica di narrazione creando una vera e propria arte allusiva. Proprio per questo motivo, il protagonista Momo, è una figura anticonformista, emblema del diverso, che viene paragonato alla figura del camaleonte, per le sue capacita di adattamento e soprattutto di mutamento. Queste doti di camuffamento sono le stesse che si ritrovano nella figura del dio emarginato dal Cielo, il quale cerca di riconquistare la sua posizione attraverso l'arte, o come lo definisce Alberti il gioco, del simulare e dissimulare. La complessità di questi due aggettivi sta nella loro duplice concezione, vediamo infatti come Momo sia in "Terra" che in "Cielo", finga di essere ciò che non è, simulando bontà d'animo ed una notevole temperanza e dissimulando tra gli uomini la figura di un filosofo e tra gli dei viceversa la sua ira, la sua falsità ed il desiderio di vendetta, mascherati dall'autoironia.Tutto ciò è possibile solo grazie alle maschere, altro tema noto in che permettono sia agli uomini che agli dei di fingere, proprio cane se la vita fosse un teatro. Questa questione e molto attuale, infatti se pensiamo a Pirandello dedica quasi tutta la sua vita all'arte delle maschere e della finzione teatrale. Per quanto riguarda Momo, interessante il ruolo di queste maschere presenti sul volto di ciascun uomo. Nel testo infatti viene enfatizzata l'importanza di guardare attentamente e con argutezza nei fori degli occhi di esse, per verificarne la presenza e diffidare dalla natura umana.La vita terrena, infatti, e solo un susseguirsi di inganni e falsità, solo attraverso il passaggio nell'aldilà l'uomo subisce una sorta di liberazione da questa condizione liberandosi sia della maschera, sia del corpo, considerata come una prigione ed un carcere colmo di follia; solo grazie alla morte l'uomo giunge al suo massimo essere, divenendo libero e saggio.Nel IV libro del Momus incontriamo la figura del traghettatore Caronte, il quale accompagnato da Gelasto, alter ego dello stesso Alberti, durante un'escursione sulla terra dei viventi racconta di come gli uomini arrivino nell'Aldilà e perdano prontamente le loro maschere d'argilla per mezzo del vapore dell'Acheronte. Altra tematica che si incontra più volte tra le righe di Alberti, sebbene meno esplicita è la concezione delle donne. La donna viene descritta come in preda alle passioni, dominata dalla follia e senza razionalità tanto da essere esclusa dagli ordini pubblici perché non in grado di ragionare fermamente come un uomo. Ad esempio troviamo queste caratteristiche nella descrizione di Giunone, moglie di Giove, la quale sentendosi trascurata dal marito si lascia trasportare da passioni iraconde e desiderio di vendetta.
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